Mio intervento dell’8-5-2026 al convegno-dibattito “La tutela delle persone in sanità“, promosso dall’associazione “DIRITTI SENZA BARRIERE“, fondata da Bruna Bellotti.

 

DIRITTI SENZA BARRIERE – Bologna 8 maggio 2026

Quando Bruna mi ha invitato a parlare a questo convegno, sul momento mi sono chiesto cosa avevo da dire, dato che di solito non mi occupo malattia e cura. Poi mi sono ricordato del mio passato e una cosa importante da dire ce l’ho.

50 anni fa, dopo mesi di galera per Obiezione di Coscienza al servizio militare, ho svolto il Servizio Civile appena conquistato nell’ambito della sanità mentale e in un’équipe psico-pedagogica.

I primi 3 mesi li ho passati a Trieste, all’Ospedale Psichiatrico, diretto da Franco Basaglia (erano 4 anni prima della legge 180).
Lì collaboravo con un équipe che si occupava solo di 3 ragazze, diventate adulte, che avevano passato tutta la loro vita in manicomio, erano praticamente nate lì.
Queste ragazze non avevano imparato a parlare, non avevano imparato a capire le parole che venivano dette loro, si esprimevano con qualche grugnito e si muovevano in maniera (scusate il paragone) animalesca. Loro non avevano avuto una mamma che gli dicesse “stai dritta”.
Queste 3 ragazze erano state più volte lobotomizzate. Più volte lobotomizzate.

Fu un’esperienza talmente estrema che mi sentivo utile: anche il contributo di un esterno senza preparazione, qualsiasi cosa, poteva essere utile in quel caso.

Dopo 3 mesi, però, fui destinato all’équipe psico-pedagogica della Valle del Reno, diretta da Berti Ceroni e con Michele Filippi.
Qui mi assegnarono compiti particolari, che il Servizio Sanitario non poteva svolgere.

Come esempio, seguivo un bambino sordastro sperso sulle montagne per aiutarlo ad accettare un apparecchio acustico, così che potesse fruire della scuola e avere migliori rapporti coi compagni.
Ricordo che m’inventai di prendere una piccola radio a transistor, scollegare i fili dell’altoparlantino, così che per ascoltarla fosse costretto a tenere nell’orecchio un auricolare col filo.
Gliela regalammo, affinché s’abituasse a portare una protesi scomoda nell’orecchio.

Ecco, facevo cose di questo genere con soggetti vari che richiedevano tempo e iniziativa, più che capacità cliniche.

Ma qui sta il problema: io da quel servizio, al suo scadere, sono fuggito, ero depresso e amareggiato, sentendomi totalmente impotente a raggiungere un risultato. Totalmente impotente a incidere davvero su una singola vita.

Ammiro la costanza di chi si occupa di patologie di ogni genere, in particolare mentali.
Ognuno di loro sa che la loro intera vita non basterà ad aiutare oltre a un certo limite tante persone.
Persone che avrebbero bisogno di una società che si prendesse davvero cura di loro, che dedicasse a loro tutte le risorse possibili, che fornisse, strutture e aiuti non progettati in termini burocratici.

Ma la nostra società le sue risorse non le mette in campo per migliorare la vita degli esseri umani, il mondo in cui viviamo le utilizza per ammazzare esseri umani.

Non c’è nessun tipo di umanità a massacrare e mutilare bambini, ad affamarli, a togliergli l’acqua, la scuola e i farmaci.
E cos’è un uomo senza umanità?

Oggi nel mondo ci sono oltre 50 guerre, nel mondo vengono spesi 2.887 miliardi di $ in spese militari, l’Europa ne spende 864 di mld, la sola Italia 48.
Quanto benessere potremmo distribuire con 48 miliardi di dollari l’anno? Sottolineo, l’anno.
Quante scuole, quanti ospedali, quanti operatori socio-sanitari stanno in 48 mld?
Abbiamo comprato un centinaio di Cacciabombardieri F35, che costano un centinaio di milioni l’uno.
Col costo di uno solo di questi F35, potremmo avere 115 nuovi Hospice, oppure assistere 5.000 persone non autosufficienti, oppure … (ho diverse statistiche di questo tipo – non vi annoio).

Ma può mai affrontare il benessere dell’uomo una società, uno stato come il nostro, che si organizza e usa le sue risorse per assassinare, affamare, depredare, torturare gli esseri umani?

Ecco questa è la cosa importante che volevo dire:
Non possiamo più ragionare solo su buone o cattive cure, su buona o cattiva amministrazione, se contemporaneamente non ci battiamo per far terminare l’assassinio di massa degli esseri umani e far dirottare tutte le risorse (TUTTE) sulla ricerca del benessere.

Grazie.

Link al testo in Pdf:
http://www.valeriominnella.it/wp-content/uploads/2026/05/20260508_DirittiSenzaBarriere.pdf

 

 

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