Mio intervento in occasione di un seminario organizzato il 28 febbraio 2026 da SMIPS, associazione di volontariato di cui sono socio fondatore, incentrato su “Determinanti Socio-economico-culturali, Benessere, Salute“.
Questo il testo dell’intervento:
Pochi giorni fa il mio amico e compagno Bifo ci parlava dei dati relativi alle nascite nel mondo. Ovunque le donne stanno rallentando le gravidanze, è una tendenza globale fortissima, soprattutto qui nell’UCCIDENTE bianco. Per fortuna – dico io.
Ovunque si stanno diffondendo le microplastiche, che stanno riducendo la fertilità maschile … e ancora – dico io – per fortuna.
Io spero che la razza umanoide si estingua, perché l’umanità si è già estinta … e cos’è un uomo – chiedo – senza l’umanità?
Si può ancora chiamare uomo un essere disumano?
Ditemi: cos’è un uomo disumano?
Una semplice contraddizione in termini o una vera aberrazione della natura?
C’è umanità nella guerra?
Nel dilaniare bambini, nello spaccargli gambe e braccia, nell’affamarli?
C’è umanità nel deviare i fiumi e distruggere le risorse idriche di un popolo?
Nel depredarlo delle sue risorse (non dico nemmeno della libertà che i popoli non l’hanno conosciuta quasi mai), dico proprio delle terre da coltivare, degli alberi e delle piante, dell’energia per produrre e conservare, delle abitazioni in cui vivere?
C’è umanità nel negare la scuola, che permette ai giovani di comprendere il mondo in cui vivono?
E guardate che non parlo dei soli crimini dei sionisti.
Quei fautori di un’ideologia predatoria, che già nella conferenza di Baltimora del 1899 decretarono il loro intento colonialista.
Di un’organizzazione politica genocida che già nel 1933 si accordò con i nazisti, scrivendo a Hitler “abbiamo lo stesso obiettivo“, che in Ungheria lavorò a fianco delle SS per facilitare le deportazione degli altri ebrei, dichiarando ufficialmente che non avrebbero mosso un dito per gli ebrei internati, perché 10.000 di loro non valevano una mucca.
Oggi tutti le nascondono queste cose, ma per fortuna i rabbini chassidici, ben ce le ricordano.
No. Non sono solo loro il problema dell’umanità, non sono solo i sionisti il problema.
Oggi nel mondo sono in corso oltre 50 guerre (c’è chi ne conta 100).
Si tratta comunque della terza guerra mondiale diffusa.
50 guerre e sfido chiunque a elencarle tutte.
Neanch’io sono in grado, perché non ne sappiamo quasi nulla, i media ci raccontano solo di 2 o 3 di queste guerre, quelle che non riescono a nascondere.
E queste guerre hanno tutte la stessa caratteristica: muoiono molti più civili che militari.
Il compianto Gino Strada diceva che il 90% delle vittime sono civili.
Mi chiamano spesso a parlare di pace, ma ormai da diversi anni io ho smesso e parlo invece di guerra. Sì, perché ho capito che la maggior parte della gente non ha più idea di cosa sia la guerra.
Quando sente parlare di morti civili la maggior parte delle persone si scandalizza e parla di crimini di guerra, come se fossero eccezioni.
“Danni collaterali” li chiamano i criminali guerrafondai.
Senonché gli storici ci spiegano che fino alla prima guerra mondiale i morti civili non superavano, malgrado l’atrocità dei conflitti, il 10%.
Come hanno fatto in un secolo a diventare il 90%?
Siamo in italia, ma in nessuna scuola italiana insegnano che nel 1926 il colonnello fascista italiano Giulio Douhet pubblicò un libro che si intitola “Il dominio dell’aria”.
Si tratta d’un libro di strategia militare in cui per primo Douhet teorizza l’attacco NON alle truppe nemiche, MA alla popolazione civile, la distruzione NON degli asset militari, MA delle infrastrutture civili.
Invita proprio a “Terrorizzare e demoralizzare la popolazione”.
Mussolini capisce bene e infatti nel ‘36 invia al macellaio Graziani in Etiopia un telegramma invitandolo a “condurre sistematicamente la politica del terrore e dello sterminio” (testuale).
Poi insieme ai tedeschi bombarda le città civili in Spagna (ricordate Alcañiz, Guernica, Barcellona ?).
I nazi “imparano l’arte” e operano il primo vero “bombardamento a tappeto” su Coventry (nasce allora il termine “coventrizzazione” per indicare una città rasa al suolo).
Gli inglesi ricambiano con gli interessi ad Amburgo e a Dresda. (fu chiamata “tempesta di fuoco” per l’enorme calore distruttivo, oltre i 2000 gradi, che si determinò per lo scoppio ravvicinato di tanto esplosivo – Uccise più quello delle bombe stesse).
Da lì passiamo ai bombardamenti “alleati” su sulle città europee, poi all’inutle massacro di civili delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Da allora abbiamo visto un abisso di atrocità sui civili in Vietnam, Laos, Iraq, Afghanistan, Bosnia, Serbia, Palestina, etc..
Le teorie di Douhet sono studiate tutt’oggi nelle scuole di strategia militare di tutto il mondo.
È da quelle teorie che discende la “Dottrina Dahiya” israeliana, quella che attraverso i protocolli di IA (Ignominnia Artificiale) che si chiamano “Lavender” (Lavanderia) e “Where is daddy?” (Dov’è papà?), conteggia positivamente l’uccisione anche di 100 civili per 1 solo obiettivo militare. (99%)
Voi probabilmente pensate che il governo e l’esercito israeliano, come quello nazista, sia composto di straordinari criminali macellai. Vero, ma in realtà la Palestina è solo il campo di prova attuale di tutti i regimi criminali, dove si sperimenta per capire fino a dove è remunerativo spingersi.
Il concetto di aggressore e di aggredito è oggi cambiato.
Gli aggrediti oggi sono i civili disarmati che sono vittime dei loro carnefici.
Gli aggressori (indipendentemente dal colore della divisa) sono gli asSoldati.
L’umanità, pur con le sue regole morali minimali, è definitivamente morta.
Lo ripeto: La razza umanoide e disumana deve estinguersi.
Ho un solo dubbio: me l’ha instillato Primo Levi.
Qualche settimane fa abbiamo concluso un ciclo di incontri in un istituto di Budrio e fra le altre cose abbiamo citato Levi, che disse
“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo”,
si riferiva all’orrendo olocausto.
Il dubbio è “Possiamo ripensare in positivo le parole di Levi?”.
In altri tempi abbiamo visto il nazifascismo condannato nelle piazze e nei tribunali internazionali; abbiamo visto uno stato come il Sudafrica, sull’orlo della guerra civile, posare le armi e scegliere la “riconciliazione”; abbiamo visto i trattati di non proliferazione nucleare e quelli per lo sfruttamento scientifico condiviso dell’Antartico e tanto altro di positivo.
Abbiamo visto stagioni in cui milioni di giovani si sono riversati nelle strade a pretendere i propri diritti, in cui i lavoratori hanno strappato migliori condizioni di lavoro, in cui decine di nazioni si sono liberate del giogo coloniale e tanto altro.
Abbiamo la forza e la capacità di riprovarci?
È possibile che una nuova stagione di pace e diritti si ripresenti?
Io non lo so.
Qui potete scaricare il testo dell’intervento in formato .pdf:
http://www.valeriominnella.it/wp-content/uploads/2026/02/220260228InterventoBaraccano.pdf

