Proprio oggi il mio amico Franco ha spedito una mail in cui parlava dello stato di disperazione comune a molti, se non a tutti, per cui tanta gente non è più interessata a concetti ormai astratti quali la “democrazia”, ma si è resa conto di essere in guerra e, come tale, sceglie di combattere le proprie battaglie per la vita o la morte, senza più mediazione.
In questo quadro si ascrivono ad esempio le sommosse di Baltimora o Ferguson, dove in molti sono scesi in strada bruciando e saccheggiando, ma analogamente si possono leggere alcuni episodi più vicini a noi, come quelli nelle banlieu francesi.

In molti, in ogni parte del mondo stanno andando alla guerra, come se non avessero più nulla da perdere. Infatti non ce l’hanno e hanno anche perso ogni speranza di miglioramento.

Parole interessanti, peccato che in questo ragionamento Franco ha accomunato ai disperati del mondo i cosidetti Black Bloc milanesi e questo, secondo me, è un grandissimo errore: i Black Bloc che hanno devastato Milano ieri non sono disperati che scendono in piazza a combattere la loro guerra, sono fascisti, a disposizione dello stato corrotto e mafioso.

Vestiti abbandonati dai BlackBloc

Vestiti abbandonati dai BlackBloc

Non so chi sono realmente, come si pensano/vedono. Ma sono fascisti nei fatti, se non nelle intenzioni (in verità non credo neanche nelle loro buone intenzioni).
Questi non hanno fatto una “loro” manifestazione violenta (che io notoriamente aborrisco, ma che ha una sua logica e una radice storica), come hanno fatto quelli di Ferguson o Baltimora. Lì si sono rivoltati con l’intenzione di mettere tutto a ferro e fuoco e l’hanno fatto, non si sono nascosti dietro a quelli che non lo volevano fare.
Qui, invece, c’erano 20.000 persone, che credevano ancora nella possibilità di manifestare pacificamente le loro idee e che provavano a farlo. (Quanto utilmente, non lo so, ma era la loro manifestazione).
A questi che manifestavano gli incapucciati hanno chiuso la bocca.
Non sono andati a chiuderla a Renzi e ad altri malfattori, non sono andati a spaccare il Padiglione Italia, non sono andati a spaccare le vetrine delle banche in un altro giorno, in un’altra ora.
L’hanno fatto durante la manifestazione pacifica di altri, quindi era proprio a questi altri che volevano tappare la bocca e chi è che tappa la bocca agli altri e gli impedisce di esprimersi? I fascisti (di destra, di sinistra, di sopra e di sotto).

D’altronde anche i modi erano chiaramente quelli: Divisa militare, operazione militare, armamenti, tattica e strategia applicata.
Qui non parliamo di giovani incazzati che non conoscono altro che la vita e la morte. Qui parliamo di militari: la feccia della terra.

Insegnante manganellata a aBologna

Insegnante manganellata a Bologna

Non ho fatto in tempo a scrivere queste righe a Franco, che la vera funzione questi fascisti è comparsa sotto gli occhi di tutti, proprio qui a Bologna: Ieri a Milano la Polizia ha permesso a questi di mettere a ferro e fuoco indisturbati una parte della città, oggi a Bologna ha manganellato chi “disturbava” il manovratore, contestando lo schifoso disegno di legge sulla cosidetta “Buona Scuola”.
Visto a cosa servono? Adesso il governo può dire “dobbiamo usare il pugno duro perché se non lo facciamo poi le cose degenerano come a Milano”. Poco importa se lì si trattava di un’organizzazione militare, in divisa e mascherata con annesse molotov, mentre qui erano insegnanti, persone pacifiche e a viso scoperto.

Qualcuno può anche pensare che i Black Bloc siano “compagni che sbagliano”, come tanti dicevano a suo tempo per le BR, per me, come le BR, sono non già utili idioti, ma bensì utili fascisti eterodiretti.
Non è un caso che ieri siano stati lasciati liberi di agire, come già successe nel 2001 per il G8 di Genova.

 

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