Di presidenti della Repubblica democristiani non ce ne sono mancati, ma nessuno era siciliano. Eppure la Democrazia Cristiana siciliana era la punta di diamante della DC.

Quando nel ’70 mi ero trasferito in Valle del Belice per collaborare alla ricostruzione post terremoto, chiacchierando con i siciliani che Scudo_Crociatoconoscevo, mi sono sentito dire spesso che, in qualche maniera, Bernardo Mattarella, fondatore della DC siciliana e padre del nostro nuovo presidente, era collegato alla vecchia mafia latifondista. Più tardi le indagini giudiziarie hanno smentito questa ipotesi, ma allora in molti ne erano convinti. Un altro figlio di Bernardo, Piersanti, presidente della Regione Sicilia, alla mafia si è duramente opposto e dalla mafia è stato tragicamente ucciso. Un terzo figlio, Antonino, era in rapporti d’affari con Nicoletti, notissimo esponente della banda della Magliana, organizzazione che collaborava con la mafia siciliana.

I rapporti fra la D.C. siciliana e la mafia sono sempre stati stretti. Fra i politici c’era chi la mafia la combatteva, c’era chi ne faceva parte, c’era chi la utilizzava o ne era utilizzato pur essendone esterno, ma tutti questi lavoravano fianco a fianco, come se tutti perseguissero lo stesso fine. In qualche maniera, anche chi non era legato alla mafia, sembrava accettare quanto dichiarò una volta Andreotti: “con la mafia bisogna conviverci“. Non disse “siamo costretti a”, ma “bisogna” e Andreotti non era uno che sbagliava le parole.
Andreotti di mafia se ne intendeva. Il processo a suo carico per associazione mafiosa si è concluso con la prescrizione, ma i giudici dichiararono come comprovata la sua associazione. Il suo principale grande elettore era il siciliano Salvo Lima, la cui contiguità con il mondo mafioso è risaputa e che dalla mafia è stato ucciso, all’inizio della stagione delle stragi, come avvertimento per gli altri politici.

Questa era la DC, anche a livello nazionale, un’organizzazione che ammetteva sotto lo stesso tetto persone integerrrime e persone colluse con il peggio del mondo, uomini di grande levatura morale e antifascisti, come Giorgio La Pira ad esempio, e uomini pronti a collaborare con criminali e organizzazioni terroristiche come la Stay Behind. Io sono io e tu sei tu, ma quando ci troviamo sotto lo steso tetto, le nostre differenze le lasciamo fuori e chiacchieriamo del più e del meno, di chi si sposa, di chi nasce e di chi muore.

Come si comporterà il nostro nuovo presidente? Porterà questa cultura tradizionale nella sua attività, accettando di parlare con chiunque, o si schiererà, a seconda delle sue opinioni, entrando in conflitto con chi non rispetta le sue direttive morali?
Insomma, lui che ha avuto un fratello ucciso dalla mafia, come si comporterà quando si dovrà incontrare con chi ha assume stallieri mafiosi e fonda un partito con amici mafiosi?

 

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One thought on “Un presidente democristiano e siciliano

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